Napoli è stata distrutta da una nuova eruzione del Vesuvio, e al suo posto sta sorgendo Newpoli. Capri ha chiuso le proprie frontiere, e un giornalista che avrebbe dovuto scrivere delle città più belle del mondo si rende suo malgrado conto che tutte le città si assomigliano. Corre l’anno 2033. “Napoli-Blues” è il titolo dell’avvincente storia raccontata da Barbara Krohn.
I ragazzi del Liceo Classico Romagnosi si dimostrano tutt’altro che riottosi nell’apprendimento del tedesco. Prova ne sono Laura Gelmini (17), Buirma Malo (19), Esperia Bianchi (17) e Gianpaolo Mora (18) che animati da uno zelo lodevole si immergono in questo testo tutt’altro che facile. Questo quartetto fa parte di un gruppo di 14 studenti che frequentano il Romagnosi e che hanno superato con successo l’esame di lingua del livello B2 (certificazione Goethe). Per Buirma in particolare è stata una prova difficile. Originaria dell’Albania è arrivata in Italia solo cinque anni fa. Il che vuol dire che per lei già l’italiano è una lingua straniera, la prima, seguono poi l’inglese e il tedesco. E come se non bastasse: storia e geografia vengono insegnate esclusivamente in tedesco.
Il professor Gerhard Hassler, che opera in veste di membro esterno nelle scuole della città, sa bene quanto sia importante da queste parti conoscere il tedesco. La Germania è per l’Emilia-Romagna il partner commerciale numero uno, viene ancora prima della Francia. “E’ una lingua bella, ma difficile” commenta Esperia, mentre Gianpaolo osserva: “Sapere il tedesco è importante per il lavoro e per l’economia”.
Il liceo Romagnosi si trova lungo via Maria Luigia, un bellissimo viale sulla riva occidentale della Parma. A fargli da cornice alberi secolari, che a loro volta sono separati dal torrente – in questi giorni piuttosto basso – da una pietraia. Lungo il marciapiede sono allineate centinaia di motociclette, motorini e biciclette. La strada di per sé è poco trafficata. Perlomeno fino a mezzogiorno quando finiscono le lezioni e l’istituto per il commercio così come i due licei, lo scientifico e il classico, sputano fuori migliaia di studenti.
Ma non è solo il Romagnosi che contraddice il luogo comune sugli italiani poco inclini a studiare le lingue straniere. Tutt’altro, si impegnano tantissimo. Il sistema scolastico italiano prevede poi l’obbligatorietà dell’insegnamento di una lingua straniera già a partire dalla seconda classe.
Sarebbe piuttosto da pensare che siano i tedeschi a non metterci più di tanto zelo. In Germania, dove la competenza didattica è di appannaggio della regioni, l’obbligo della lingua straniera esiste infatti solo a partire dalle superiori.
















Man merkt das auch im Alltag, beispielsweise ist die buergerliche Elite in Parma meistens kaum in der Lage, sich in einer anderen Sprache als Italienisch zu verstaendigen.