Milwaukee: A Great City on a Great Lake
Gregory Matthew Dembowsky ha vissuto esattamente 25 anni e sei mesi, prima di riposare al National Wood Cemetery, il cimitero militare allestito su una collina a sud del centro della città di Milwaukee. Gregory è sepolto più vicino alla strada che attraversa quelle infinite fila di lapidi bianche. Dietro a lui c’è Edward Albrecht, accanto Joseph Meyer e due lapidi più in la, Oscar L. Fluno.
Questo è un cimitero militare come, ahimè, tanti altri, troppi, sia negli Stati Uniti che in Europa, ma qui a Milwaukee sembra particolarmente curato. Il prato fra le lapidi è tagliato alla perfezione e non si vede una foglia fuori posto o rifiuti in giro. Questo richiede tanto impegno e costa all’amministrazione comunale un sacco di soldi, mi spiega Rocky Marcoux. Lui è “Commissioner” per l’urbanistica e l’ordinamento territoriale – dunque, una specie di assessore – in questa città di neanche 600.000 abitanti, lungo la costa occidentale del Lago Michigan. “Ma i nostri cittadini pretendono di vivere in una città ordinata”. Rocky ci mostra i verdi e rigogliosi parchi pubblici lungo le rive del lago, il complesso museale con le ali mobili progettato da Santiago Calatrava e gli ordinati vialoni alberati dei quartieri residenziali, con lunghe aiuole che corrono parallele ai marciapiedi, piste ciclabili e villini unifamiliari che sembrano usciti da una pasticceria, con i loro giardinetti ben tenuti e piazzole di sosta linde e pulite. Non è certo un caso. Si dice, infatti, che Milwaukee sia la più tedesca di tutte le città americane. All’incirca un secolo fa gli immigrati tedeschi rappresentavano il 50% della popolazione locale. E visto che il luppolo in questa zona si coltivava facilmente e non mancava certo l’acqua (la regione dei Grandi Laghi vanta il 20% delle riserve d’acqua dolce di tutto il mondo) la città di Milwaukee divenne il principale centro degli Stati Uniti per la produzione della birra. Schlitz, Miller, Pabst sono i marchi di questa città, oltre che importanti fonti di reddito. Il più importante giornale in lingua tedesca degli USA si chiamava un tempo “Germania”, ma la testata non esiste più da tempo ormai. Se non altro l’assimilazione linguistica degli immigrati tedeschi può dirsi conclusa.
Sam, in verità, si chiama Ingolf, ma nessuno sapeva pronunciare il suo nome quando nel 1951, a soli 12 anni, è arrivato a Milwaukee – per questo hanno iniziato a chiamarlo Sam. Da piccolo, dopo essere sopravvissuto ai bombardamenti di Dresda, sua città natale, era fuggito con i genitori prima verso ovest, per poi emigrare negli Stati Uniti. Sam alias Ingolf è stato per 28 anni a servizio della “Fire-Brigade” di Milwaukee. Da quando è andato in pensione accompagna gli ospiti dalla stazione all’albergo, riuscendo pure a guadagnare qualche soldo. Ogni volta che arrivano dei tedeschi è felicissimo e chiacchiera con loro in un perfetto tedesco, sua vera madre lingua.
Un tempo gli immigrati tedeschi, polacchi e italiani erano rigorosamente suddivisi per quartieri, mi spiega Sam, mentre oggi la linea di separazione corre fra le diverse classi sociali ed etnie. Milwaukee è considerata la città americana con la maggior segregazione. La notte, alcuni quartieri sono considerati pericolosi, nonostante la spiccata devozione dei cittadini per la propria città, che ha eletto ben tre sindaci socialisti – qualcosa di veramente eccezionale per gli USA.
E nonostante i drammatici eventi del 1854, che avrebbero dovuto servire da monito per il futuro. All’epoca Joshua Glover, uno schiavo che era riuscito a fuggire, avrebbe dovuto essere restituito al suo “proprietario”. Ma 5000 cittadini riuscirono a liberarlo e lo aiutarono a raggiungere di nascosto il Canada. Da quel giorno in poi lo Stato del Wisconsin dichiarò il diritto di persecuzione degli schiavi fuggiti come incostituzionale. Fu l’unico Stato di tutti gli USA.
Al Wood Cemetery per i caduti di guerra non si fa alcuna distinzione. Qui sono state poste 33000 lapidi per le vittime e i veterani della Guerra civile americana, della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, della Guerra in Korea e in Vietnam. “US Navy Vietnam” si legge sulla lapide in memoria di Gregory Metthew Dembowski.
Sam, il pensionato di origine tedesca, non parla delle piogge di bombe, della guerra e della persecuzione. A lui importa solo essere sopravvissuto alla guerra.
P.S.
Lo scorso fine settimana è stato uno dei più sanguinosi a Chicago. Nel quartiere di Englewood e in altre zone periferiche che abbiamo visitato, ci sono state 653 sparatorie per un totale di 9 vittime.
Oggi rivolgo il mio ringraziamento a:
- Martin, Product Developement Officer dell’Amtrak. Grazie a lui, infatti, so finalmente che i treni passeggeri in America sono lunghi dalle 9 alle 15 carrozze e vengono trainati da una locomotiva diesel con 4250 cavalli, che può viaggiare a una velocità massima di 79 miglia l’ora. Questo perché le strade ferrate di questo Paese, ormai quasi tutte antiquate, sono pensate per i treni merci con 120 carrozze, lunghi quasi 3 km, spinti da due locomotive con quasi 9000 cavalli. Sono questi treni ad avere la precedenza, perché la maggior parte delle linee ferroviarie sono a binario unico. Per questo lungo il nostro tragitto verso ovest viaggia sempre un solo treno passeggeri al giorno. In compenso questi mezzi di locomozione hanno armonici nomi come “Empire Builder” oppure “Hiawatha Service”, chiamato così in onore del capo degli Irochesi del XVI secolo. Martin mi ha anche consigliato di provare assolutamente il “Beer-buttered Walleye Pike”, un pesce d’acqua dolce cotto al forno – la specialità di Milwaukee. Alla fine, per fortuna, ho mangiato altro.
Paul Funk, cuoco con antenati tedeschi, che ci ha deliziato con cibi preparati magistralmente, capaci di unire sapori italiani, tedeschi e americani: dal sanguinaccio alla purea di pancetta affumicata. Lui sogna di ritornare in Italia, dove la gente sa godersi la vita senza star sempre a pensare ai soldi.
Dr. Dr. Ina Warriner, americana di 17esima generazione, che trascorre la maggior parte del suo tempo nei Paesi in via di sviluppo su incarico dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità. In questi giorni, in cui casualmente non si trovava all’estero, ci ha mostrato con incredibile dedizione Milwaukee, la sua città: “A great city on a great lake”. Solo a quel punto abbiamo capito, che anche Milwaukee ha i suoi lati oscuri.

Beppe Severgnini









È diventata una piacevole abitudine serale, quella di seguire il vostro viaggio ad ovest. Oggi, leggendo le curiosità sui treni, me ne è venuta un'altra, di livello più terra terra. Quanto costa un biglietto ferroviario? Avete scritto che è un modo di viaggiare povero, ma se non erro i bus, tipo Greyhound se esiste tuttora, costano ancora meno.
Saluti.
I'm going to recommend this site!